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Percorso classe terza

Metodologia

Le seguenti attività vanno svolte tenendo presente questo iter orale e scritto, a discrezione dell’insegnante e in relazione alle diverse attività (non sempre è necessario svolgere tutte le cinque fasi):

  1. osservazione;
  2. lavoro individuale;
  3. riflessione collettiva;
  4. rielaborazione e correzione individuale;
  5. sintesi collettiva.

Per approfondire l’evoluzione dell’uomo (per insegnanti):

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Sommario

  1. Le tracce/fonti storiche e la linea del tempo;
  2. Le preconoscenze;
  3. Il laboratorio del Paleolitico;
  4. Osservazione diretta a un sito o museo del Paleolitico;
  5. Costruzione della mappa del Paleolitico;
  6. Dal Paleolitico al Neolitico (percorso a cavallo tra la classe terza e la quarta).

Durante l’anno scolastico si provvederà alla semina del grano, con falciatura, battitura e eventuale macinatura, a giugno, per comprendere in seguito la rivoluzione neolitica

Le tracce/fonti storiche e la linea del tempo

Tempo: un mese circa

Evidenziare il fil rouge che viene dal lavoro della classe precedente (in particolare i compiti per le vacanze assegnati alla fine della seconda), nell’ambito del quale i bambini hanno lavorato:

  1. sulle fonti storiche, attraverso la scatola dei ricordi e sulla linea del tempo diacronica che torna indietro a date che riguardano il Novecento;

  2. per geografia sull’osservazione diretta di alcuni luoghi.

Utilizzare le tracce del passato, raccolte dai bambini, per ricavarne informazioni e per inserirle sulla linea del tempo che si allunga ulteriormente all’indietro, fino al secolo precedente.

Per geografia osservazione diretta di alcuni luoghi vicino alla scuola e delle mappe disegnate dai bambini per verificarne la correttezza.

Approfondimento su edifici e elementi del passato presenti sui luoghi osservati.

Uno o entrambi i percorsi permettono di focalizzare alcuni punti di arrivo come la linea del tempo sulla quale sono collocate fonti storiche primarie e l’introduzione della periodizzazione storica attraverso il concetto di secolo, che sarà poi utile per tornare indietro di secoli e millenni.

Dopo aver fatto scaturire il concetto di secolo, dalla linea del tempo che procede a ritroso fino al 1900, sollecitare i bambini a porsi la domanda Quanto possiamo tornare indietro nel tempo, ossia nei secoli con le fonti storiche che conosciamo?

Per proseguire bisogna introdurre da un lato la fonte diretta come i reperti archeologici, dall’altro testi, documentari.

Geografia

Dall’osservazione diretta di luoghi delimitati si può estendere il discorso agli elementi geografici più antichi nella nostra zona (fiume e montagne). Ai bambini verrà richiesto di disegnare un tratto del corso del fiume e il crinale delle montagne, infine la pianura e altri corsi d’acqua che l’attraversano, cercando punti significativi per l’osservazione (eventuale costruzione di un plastico). Questa attività potrebbe servire a costruire l’ambiente di studio ove collocare anche le scoperte archeologiche rinvenute sul territorio (per queste ultime è possibile chiedere una collaborazione al gruppo archeologico del proprio territorio).

Le preconoscenze

Tempo: due settimane.

Possiamo chiedere ai bambini cosa conoscono del passato “lontano lontano” e fare una raccolta di ipotesi, di fatti e conoscenze dei bambini. I disegni delle preconoscenze saranno poi collocati, attraverso una discussione, su una linea del tempo costruita secondo le loro ipotesi, in ordine temporale sincronico e diacronico, da lasciare sulla parete e sul quaderno per successive riflessioni e verifiche.

Il laboratorio del Paleolitico

Tempo: due mesi.

Fase 1. Lancio e motivazione:

La classe riceve una scatolina (contenente alcuni reperti di manufatti preistorici e fossili ritrovati nel nostro territorio), una cartina e una lettera “misteriosa” con alcuni indizi riferiti agli oggetti e al mittente. Nella lettera verrà spiegato che il mittente ha saputo che i bambini si stanno ponendo domande sul passato molto lontano e su come sia possibile ricostruirlo. I bambini saranno sollecitati a osservare i reperti della scatolina (forma, colore, durezza, superficie al tatto, per osservare se liscia, ruvida, tagliente), a formulare ipotesi e a preparare domande da porre in un incontro, durante il quale si svelerà che gli autori misteriosi della lettera fanno parte di un’associazione archeologica. Prima dell’incontro la classe riceve una serie di foto di reperti con domande per riflettere ulteriormente, tempo: tre lezioni.

Fase 2. Incontro con l’associazione archeologica per:

Tempo: una lezione

  • rispondere alle domande e verificare le ipotesi che sono state formulate e argomentate in classe;

  • far vedere gli strumenti usati per cercare i reperti di superficie, spiegare come scegliere il luogo in cui cercare e come vengono usati questi strumenti;

  • vedere un video dei ritrovamenti di superficie per mettere a fuoco l’ambiente;

  • osservare alcuni strumenti/manufatti del paleolitico, per indagarne la provenienza, il materiale e la modalità di fabbricazione: raschiatoi, pugnale immanicato,bulino;

  • far vedere la tecnica di scheggiatura;

  • sollecitare i bambini a rispondere ad alcune domande, questi sono alcuni esempi:

perché sono stati usati la selce e il diaspro per costruire questi manufatti? Perché il legno dell’immanicatura del pugnale non è stato ritrovato insieme alla lama? Perché era necessario immanicarlo?

  • far vedere come si tagliava la pelle;

  • osservare un fossile di organismo marino, rinvenuto sul territorio, per spingersi ancora più indietro nel tempo e comprendere che il territorio si è modificato, le terre sono emerse dal fondo del mare e possiamo immaginare un prima e un dopo l’uomo;

  • introdurre un lessico specifico, sul quale la classe continuerà a lavorare: Paleolitico, reperti archeologici, fossili, manufatti con nomenclatura relativa, diaspro, selce, Neanderthal, Sapiens; questo lessico specifico dovrà poi essere approfondito insieme ai bambini per arrivare a formalizzare i concetti appresi;

  • visione del video “L’uomo dei ghiacci”.

Fase 3. In classe dopo l’incontro

Tempo: tre/quattro lezioni

  • Osservare l’ambiente di vita del Paleolitico (Neanderthal e Sapiens)

  • Rispondere individualmente ad alcune domande, per es: “Cos’è un reperto archeologico?”

  • Osservare le foto dei manufatti paleolitici, disegnarli e provare a scrivere il loro nome, a cosa servivano e il materiale di cui sono fatti

  • Riorganizzare collettivamente, per correggere e modificare, quello che è stato scritto individualmente e comprendere l’importanza dei reperti archeologici per avere informazioni sulla preistoria.

  • Osservare la cartina dell’Italia per vedere da dove proviene la punta del pugnale (dalle Marche) e formulare ipotesi su come sarà arrivato questo reperto nel nostro territorio (concetti di scambio/baratto e di spostamenti di gruppi umani in area mediterranea)

  • Osservare la differenza tra manufatti e fossili e approfondire l’argomento su libri o video/documentari.

Osservazione diretta a un sito o museo del paleolitico

Tempi: uscita di una giornata a gennaio/febbraio

Uscita per visitare un sito o un Museo di Preistoria (es. Galceti per Prato), focalizzando la visita a determinati aspetti riguardanti: ambiente, reperti rinvenuti, ricostruzione della vita di donne e uomini del Paleolitico.
E’possibile preparare la visita, facendo vedere ai bambini foto di alcuni reperti del museo, per osservare, analizzare, fare inferenze e ipotizzare in modo chei bambini possano interagire con la guida.

Svolgimento dell’uscita:

  • osservazione dell’ambiente con riferimento a come era, stimolando la riflessione e le ipotesi;

  • scoperta e osservazione dell’affioramento di diaspro rosso o selce (nel sito di Galceti a Prato);

  • osservazione di alcuni manufatti (pochi ed esemplari) per ricavare informazioni dirette e inferenziali;

  • visita al riparo sotto roccia fornendo alcune informazioni e stimolando osservazioni, riflessioni, ipotesi (nel sito di Galceti a Prato);

  • laboratorio attivo se previsto dal sito o dal museo.

Costruzione della mappa del Paleolitico

Tempo: due-tre mesi

Alla visita fa seguito la sistemazione dei materiali, l’emergere di domande e ipotesi da parte dei bambini sui temi affrontati:

  • Costruzione della mappa di Neanderthal e di Sapiens, in classe, attraverso il ragionamento, la discussione collettiva, la proiezione di materiali visivi, l’osservazione di carte geostoriche, la lettura di testi, per far emergere le parole chiave relative agli indicatori (chi - aspetto fisico, quando, dove - ambiente, attività svolte, tecnologia, alimentazione, organizzazione sociale…). La mappa sarà costruita collettivamente, con rappresentazioni grafiche e informazioni scritte (a gruppi). Seguirà la registrazione individuale della mappa anche sul quaderno.

  • Eventuale esperienza di raccolta di erbe/semi con relativo utilizzo nel tempo, a scopo alimentare e medicamentoso (cercare orticoltori disponibili per la raccolta dei semi);

-visione di documentari su popoli attuali che hanno uno stile di vita simile ai cacciatori/raccoglitori del Paleolitico (es. popolo San), per riflettere sulla diversità, troppo spesso associata a connotazioni negative;

  • osservazione di cartine geostoriche sull’espansione in Eurasia/Planisfero del Neanderthal e Sapiens;

  • confrontare le mappe del Neanderthal e del Sapiens per far emergere analogie e differenze.

A ritroso, porsi la domanda “Chi sarà vissuto prima del Sapiens e del Neanderthal?” e osservazione del cespuglio evolutivo, anche attraverso la visione documentari e la lettura di testi e di cartine geostoriche. Osservazione di un chopper e di un’amigdala per rilevare analogie e differenze e loro collocazione sulla linea del tempo.

Dal Paleolitico al Neolitico

Tempo: percorso a cavallo tra la classe terza e la quarta

  • Schede di osservazione sull’alimentazione del Paleolitico da svolgere a fine anno o durante le vacanze;

  • raccolta del grano;

  • falciatura e battitura del grano, preceduta da una conversazione, a fine classe terza;

  • i chicchi saranno opportunamente conservati per la macinatura a settembre. Come e dove conservarli? Sollecitare i bambini a trovare possibili soluzioni, con lo scopo di introdurre il tema dei contenitori di terracotta.